La pesca sportivo/ricreativa in acque marittime, con amo e canna o in apnea, si stima sia oggi praticata da oltre un milione di italiani, dato sostanzialmente confermato dal censimento promosso dal Mi.P.A.F. con D.M. del 6/12/2010.

Specialmente nei mesi estivi, scogliere, spiagge, moli e dighe sono infatti affollati di pescatori, una buona percentuale dei quali utilizza anche natanti per svolgere lontano dalla costa una attività sportiva e ludica.

La pesca amatoriale-dilettantistico-sportiva gioca un ruolo importante in termini di sottrazione di biomassa di alcuni stock ittici, anche se trascurabile rispetto alla pesca professionale.

Ciò ha implicazioni in termini gestionali nel settore alieutico e rappresenta un aspetto importante per le sue implicazioni economici e sociali.

Quantificare il settore della pesca in mare e delle catture da parte dei pescatori ricreativi non è impresa semplice, poiché non è obbligatoria la registrazione delle catture (con eccezione del tonno rosso).

Utilizzando dati della F.I.P.S.A.S. e del MIPAF, possono essere date alcune stime indicative in relazione al numero di pescatori attivi, alle tecniche di pesca preferite, alle aree preferenziali della pesca ricreativa lungo la costa veneziana (Fig. 1), alle principali specie bersaglio (principali specie target, quantità e suddivisione del pescato – Figg. 2 e 4), le preferenze stagionali dei pescatori ricreativi (Fig. 3).

La pesca ricreativa in acque marine in Veneto è stimata i 2.600 pescatori ricreativi (censiti dal MIPAF) (e di cui 1.600 tesserati FIPSAS): a questi vanno aggiunti i numerosi pescatori amatoriali non ancora registrati.

Le tecniche di pesca preferite risultano essere la canna (e il drifting per la pesca del tonno); meno del 20% pesca con il bolentino. L’attività ricreativa con la barca si concentra principalmente all’interno o nei pressi delle mitilicoltura o degli affioramenti rocciosi principalmente in autunno ed estate, con circa il 75% delle uscite, mentre quella da riva avviene sulla spiaggia (surfcarsting) e dai moli foranei. Il restante 25% delle battute di pesca, si verifica con una maggiore frequenza in primavera, piuttosto che in inverno.

Le specie ittiche più pescate sono: orate, branzini, calamari, seppie, sgombri e mormore (Fig. 4), con un quantitativo medio di sbarcato per uscita stimato di 3,3 (±1,1) kg.

In media, i pescatori escono in mare per circa 32 giorni all’anno e si concentrano principalmente su 6 specie preferenziali in relazione alla stagione: 4 pesci (orate, branzini, mormore e sgombri), e 2 cefalopodi (seppie e calamari), per un prelievo medio annuo dovuto alla pesca ricreativa compreso tra 55 (±23) e 95 (±37) t, in relazione alla stima pre-scelta.

La pesca ricreativa risulta essere un fenomeno di assoluta rilevanza in Veneto: i dati raccolti, infatti, evidenziano come, il settore con il suo indotto, sia importante anche sotto il profilo socio-economico.