Localizzazione e caratteristiche del progetto

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Il progetto ha considerato specificatamente i circa 160 km di costa che costituiscono la fascia costiera veneta (dalla foce del Tagliamento al Po di Goro), le cui competenze amministrative ricadono sulla Regione Veneto, le Province di Venezia e Rovigo e sulle Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia.

Le motivazioni relative a questi limiti in ambito territoriale risiedono nell’interesse che il proponente rappresenta presso i propri associati (F.I.P.S.A.S. – Comitato Regionale Veneto), anche se, con opportuni adattamenti, le tematiche e gli argomenti trattati sono di interesse generale e potrebbero essere “esportati” anche ad altre realtà adriatiche e nazionali.

Il Nord Adriatico è caratterizzato da coste basse sabbiose e da poca profondità, che al largo raggiungono i -35 m; il fondale è costituito principalmente da sabbie e argille, a volte lievemente fangose di origine terrigena (limi).

La presenza di numerosi fiumi contribuisce determina una salinità contenuta e un’elevata produttività primaria. La morfologia e l’idrodinamismo delle masse d’acqua nord-adriatiche fa sì che gli stadi giovanili di moltissime specie alieutiche siano spinte lungo le lagune e le acque costiere della costa occidentale dove completano l’accrescimento.

I cicli biologici di molte specie risultano quindi essere condivisi tra le regioni costiere del Nord Adriatico, Slovenia e Croazia.

Un aspetto particolare dei fondali generalmente piatti e sabbiosi del Veneto è la presenza di irregolarità di tipo roccioso, denominate Tegnùe, che si estendono lungo l’arco costiero regionale e che costituiscono ambienti particolarmente sensibili e di grande importanza dal punto di vista biologico e naturalistico: fra gli interventi considerati prioritari ai fini della conservazione e dello sviluppo programmatico della Regione del Veneto vi sono quelli relativi agli ecosistemi costituiti dalle Tegnùe: il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, su sollecitazione delle comunità locali, ha da qualche anno istituto alcune Zone di Tutela Biologica (ZTB) come quelle al largo di Chioggia e di Caorle (rispettivamente con D.M. 5 agosto 2002 e 16 marzo 2004 la prima SIC IT3250047 e D.M. 16 dicembre 2004 la seconda SIC IT3250048).

Alla produzione proveniente dalla pesca si affianca la produzione di mitili provenienti da impianti di allevamento in mare con sistemi di tipo long-line.

Nell’ambito delle iniziative previste dal Programma Nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2013 – 2015, che hanno fra gli obiettivi quello di adeguare lo sforzo di pesca e di operare con sistemi e attrezzi meno impattanti, si inseriscono anche le iniziative legate all’istituzione di zone marine protette (strutture naturali e/o artificiali), interventi diretti a proteggere e incrementare le risorse ittiche, ecc.), e riconvertire una parte degli addetti verso altre attività (pesca più selettive e compatibile, maricoltura, pesca-turismo, ecc.).

Per quanto riguarda le attività di pesca turismo nella Regione Veneto, il numero degli operatori abilitati e delle imbarcazioni dedicate sono ancora ridotti, anche perché in attesa di una specifica regolamentazione da parte dei vari enti competenti in materia di pescaturismo ed ittiturismo; ed i progetti di valorizzazione dell’attività sino ad ora finanziati hanno dato risposte di scarso effetto per gli operatori del settore e insufficienti riscontri economici.

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Esempi di Tegnùe e
fauna associata
Esempi di Tegnùe e fauna associata Esempi di Tegnùe e fauna associata Esempi di Tegnùe e fauna associata Esempi di Tegnùe e fauna associata Esempi di Tegnùe e fauna associata