Venezia:

Ambienti marini, popolamenti alieutici, specie ambite dai pescatori

In un mare costituito prevalentemente da fondali con sedimenti mobili (sabbia e limo) i substrati solidi, siano essi naturale (Tegnùe) che introdotte dall’uomo, portano ad un significativo aumento della biodiversità soprattutto dello zoobentos e della fauna ittica.

Vari studi effettuati sull’argomento hanno dimostrato come, anche lungo la fascia costiera veneta, i substrati solidi/rigidi ospitino popolamenti ittici abbondanti e diversificati, sia di specie tipiche di fondali rocciosi, che trovano in questi habitat alimento e protezione, sia di specie che soggiornano in alcune fasi del loro ciclo vitale o per precisi scopi biologici (deposizione, accrescimento dei giovanili, alimentazione, ecc.).

Esistono specie che trascorrono l’intero ciclo vitale, altre solo da adulti; altre specie trovano rifugio presso substrati solidi sommersi sia da adulti sia da giovanili, mentre altre si nutrono e/o trovano rifugio per limitati periodi dell’anno.

Fra le specie ittiche più frequenti vi sono gli sparidi: oltre il 50% tra orata (Sparus aurata), saraghi (soprattutto sparaglione e fasciato; Diplodus annularis, D. vulgaris), tanuta (Spondyliosoma cantharus), occhiata (Oblada melanura), fragolino (Pagellus erythrinus), boga (Boops boops) e mugilidi (Chelon labrosus e Liza aurata fra le più diffuse).

Ben rappresentati anche i carangidi (Lichia amia - leccia e Trachurus trachurus - sugarello).

Altre specie presenti, anche se meno diffuse, sono: menola, zero (fam. Centracanthidae), corvina (Sciaena umbra), branzino (Dicentrarchus labrax), grongo (Conger conger), scorfanotto (Scorpena notata), triglia di fango (Mullus surmuletus), castagnola (Chromis chromis), sacchetto (Serranus hepatus), tordo grigio (Symphodus cinereus) e numerosi gobidi e blennidi (Parablennius sp.pl.)