Analisi della situazione in cui versa il settore alieutico

E’ ormai assodato che le risorse alieutiche del Mediterraneo si trovino in una situazione di eccessivo sfruttamento ed il declino dei rendimenti di pesca.

Già all’inizio degli anni 2000 le catture per unità di sforzo si erano dimezzate e solo poche specie hanno mantenuto una relativa abbondanza, in virtù del fatto che una consistente quota di adulti-riproduttori trovano rifugio in particolari aree dove la pesca a strascico trovava difficoltà ad essere praticata.

Negli ultimi trent’anni nel Nord Adriatico, si è osservata una drammatica riduzione delle catture sia delle specie pelagiche sia di quelle demersali: le motivazioni economiche della flessione delle attività di pesca professionale sono principalmente dovute ai costi sostenuti per la gestione dell’attività ed alla riduzione della competitività per via dell’apertura di più ampi mercati.

In virtù di alcune deroghe che sono state mantenute per decenni, i sistemi di pesca più praticati entro la fascia costiera veneta, risultano i sistemi di pesca a strascico e con draga idraulica.

L’evoluzione della flotta (aumento della stazza e della potenza motore dei pescherecci avvenuto dopo la fine della seconda guerra mondiale), nonché i progressi tecnologici avvenuti, hanno portato ad autorizzare oltre 300 pescherecci ad operare sottocosta, con sistemi ed attrezzi di pesca fra i più impattanti nei confronti dell’ecosistema marino.
E questo proprio nella fascia di mare all’interno delle 3 miglia nautiche che costituisce l’area nursery di buona parte delle risorse alieutiche.

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Il Golfo di Venezia olim Adriaticum Mare<br>Stampa di Vincenzo Coronelli 1691
Golfo di Venezia
olim Adriaticum Mare
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Vincenzo Coronelli 1691